Raffaele Boezio

Raffaele Boezio nacque a Balvano nel 1814 da Francesco Saverio e Maria Carolina Boezio. Completati gli studi presso l'università di Napoli esercitò a Balvano come notaio, professione che si tramandava nella sua famiglia dal 1647 con il notaio Pietro Boezio. Prese parte ai moti del 1848 e all'insurrezione del 1860 ( Balvano fu il primo paese lucano ad insorgere) e fu eletto sindaco nel 1860.

Fu una persona di fede liberale sia per idee che per tradizione di famiglia. Il Boezio, prima dell'invasione dei briganti, denunciò la situazione politica del proprio paese inviando diversi rapporti al governo della provinicia, soprattuto per tutelarsi dall'offensiva dei suoi avversari politici i quali - quando si aprì l'inchiesta giudiziaria - non perdettero occasione per accusarlo di concorso e favoreggiamento al brigantaggio.

In ogni caso l'arrivo dei briganti a Balvano causò notevoli danni al suo patrimonio: gli fu infatti incendiata la casa colonica e gli furono sottratti tutti gli animali. Dopo l'invasione di Balvano, temendo per la sua incolumità, dato che nelle sue relazioni aveva denunciato coloro che riteneva favorevoli alla restaurazione borbonica (in particolare il vescovo Laspro e la sua famiglia) si congedò dalla carica amministrativa.

Fu nuovamente sindaco di Balvano nel 1875 e morì il 7 ottobre 1889.

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