I Briganti

Chi era Josè Borges?

Josè Borges era un generale spagnolo, ben addestrato, che partì da Cadice per sostenere "con il cuore e con la spada" la causa legittimista e rimettere sul trono Francesco II. Egli tenne un diario in cui annotò minuziosamente ogni evento ed ogni tappa della sua "campagna" fino a pochi giorni prima della morte. Nel suo diario, sull'occupazione di Balvano si legge testualmente: "la cosa che mi è più grato scrivere si è che l'ordine, il più completo, è regnato nella città durante la notte".

Egli abbandonò la banda del brigante Donatello Crocco nonappena si rese conto che non si trattava affatto di un movimento legittimista, ma di vero e proprio brigantaggio che, con il pretesto borbonico, non fece altro che rivendicare angherie secolari e torti subiti. Anzi, dimostrò spesso di non gradire e addirittura condannò gli eccidi e i soprusi che si verificarono durante le occupazioni da parte dei briganti. Fu sempre un soldato leale e fedele ai borboni e come tale morì: in nome della causa legittimista, fucilato dal maggiore Franchini.

 

Come mai i briganti furono ben accolti a Balvano?

In realtà il movimento unitario in tutto il meridione (e non solo a Balvano) trovò scarsissimi consensi, fatta eccezione per la piccola e media borghesia. Inoltre la politica del potere centrale non fece nulla per eliminare questa ostilità, anzi la aggravò... soprattutto per la mancata assegnazione delle terre demaniali ex feudali a i contadini. Lo scontento verso il primo governo unitario era quindi grande, anche a Balvano!

Questo malcontento si manifestò proprio con l'arrivo dei briganti, che i balvanesi videro come i restauratori della vecchia dinastia borbonica la quale, nonostante fosse molto arretrata e conservatrice, era vista comunque di buon occhio non solo dagli strati popolari ma anche dalle famiglie aristocratiche di Balvano, come ad esempio dalla famiglia Laspro.

Questa famiglia, a cui apparteneva il vescovo Valerio Laspro, favorì le manovre dei briganti poichè nutriva apertamente idee legittimiste borboniche. A provare la connivenza della famiglia con la causa borbonica e in particolare la colpevolezza del vescovo Laspro esiste una citazione presso la Gran Corte di Basilicata, in cui si accusa don Valerio Laspro di aver armato e sobillato gli abitanti di Balvano contro il governo.

 

Crocco Carmine Donatello

Capobrigante lucano (Rionero in Vulture, Potenza, 1830 - Portoferraio 1905). Detto anche Carmine Donatello, fu uno dei più temuti capi di bande meridionali; datosi alla macchia nel 1859, fu condannato per omicidio, prestò aiuto a Garibaldi per un breve periodo (1860), e infine operò contro le truppe regolari italiane a fianco delle bande borboniche del Borges, come "generale di Francesco II" (1860-1865). Nel 1865 si rifugiò nello Stato Pontificio, ma successivamente fu catturato e imprigionato a Portoferraio.

 

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